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di FEDERICA GARZON
Il legame che unisce Psicomotricità e Calcio giovanile è lo stesso che tiene saldamente in relazione Psicomotricità e Sport , ossia il CORPO , lo SVILUPPO del corpo e la sua capacità espressiva : il MOVIMENTO. Lo sport viene definito come l’insieme di tutte quelle attività che coinvolgono le abilità umane di base (sia fisiche che mentali) al fine di migliorarle, attraverso un allenamento ed una esercitazione costante , per poterle poi utilizzare in maniera più proficua. Da questa frase si intuisce come lo studio del movimento debba essere preso in considerazione sotto ogni punto di vista: biologico, fisiologico, neuromotorio, ma anche emotivo ed affettivo-relazionale.
Dal punto di vista prettamente funzionale il movimento viene definito come “una qualsiasi traslazione del corpo nella dimensione spazio-tempo". Dal punto di vista della fisica invece rappresenta "una serie di contrazioni muscolari isotoniche che a seguito di uno stimolo, permettono ad alcuni elementi del corpo di raggiungere un determinato punto nello spazio, in un certo tempo, producendo un effetto motorio”. Dal punto di vista psicomotorio invece il movimento è molto di più: è espressione di un equilibrio tra la sfera BIOLOGICA (capacità del corpo a livello strutturale), COGNITIVA (progettazione di un movimento che sia finalizzato ed organizzato nella realtà spazio-tempo), COMUNICATIVA (perché il movimento serve soprattutto per comunicare con gli altri e con il mondo esterno) ed infine una sfera AFFETTIVA (perché lo stato d’animo di una persona – gioia, felicità, paura, angoscia …- influisce e modifica lo stato tonico e quindi la qualità del movimento). Per lo psicomotricista è scontato che le conquiste motorie non dipendano solo da fattori neurologici ,ma anche cognitivi ed affettivo-relazionale dove il piacere ( Gioco del Pallone) è l’elemento propulsore e motivante per l’attività motoria di per sé.
La psicomotricità nel calcio si pone come primo obiettivo quello di favorire lo sviluppo nel ragazzo di tutte quelle capacità motorie ,coordinative e corporee al fine di stimolare l’apprendimento di quei gesti specifici che vengono richiesti dalla pratica del calcio. Attraverso l’osservazione del corpo, dei movimenti corporei e grazie all’impiego di strumenti specifici quali test psicomotoriù, lo psicomotricista è in grado di valutare il livello motorio dei ragazzi ed è in grado di programmare un percorso specifico , costituito da giochi, esercizi o attività motorie finalizzato al miglioramento di questo livello oppure al semplice mantenimento nei casi in cui alcuni bambini abbiano già sviluppato una buona capacità coordinativa in relazione all’età e allo sviluppo fisiologico.
Spesso alcuni Disturbi Minori del Movimento (DMM) come ad esempio una scorretta postura, un’incapacità di compiere gesti specifici di coordinazione dinamica generale (capriola), l’eccessiva lentezza nei movimenti ,la presenza di sincinesie, l’instabilità motoria (ipertonia), la perdita di equilibrio, la goffaggine …dopo aver escluso in principio cause di natura neurologica, trovano spesso forte correlazione con disturbi emotivi della persona come ansia da prestazione , scarsa immagine di sé, incapacità a sostenere un confronto con l’altro, eccessive pressioni da parte della famiglia… e in quest’ottica, lo psicomotricista è in grado di riconoscere ed intervenire di conseguenza sul disturbo e sulla causa del disturbo stesso.
Entrando più nello specifico, lo psicomotricista si preoccupa di lavorare proprio sul movimento e d in particolar modo su tutte le componenti ad esso correlate:
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